Hai un problema? Cambia le premesse

Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica …” Italo Calvino

Oggi vi propongo un gioco abbastanza conosciuto che sarebbe perfetto in alcune rubriche della settimana enigmistica. Il problema non è se si sa o no la soluzione ma riflettere sul percorso emozionale e logico che si fa per raggiungere la soluzione. La prima volta che ho fatto questo gioco ero una giovane studentessa di psicologia in una gremita aula universitaria e forse, proprio quel giorno, ho iniziato a cucirmi addosso l’approccio costruttivista a cui mi rifaccio oggi come professionista.

LE ISTRUZIONI :

Prendete un foglio di carta e disegnatevi sopra nove punti disposti come nella figura.

Provate poi ad unire questi nove punti con 4 segmenti senza sollevare la matita dal foglio. Avete solo 5 minuti di tempo.

Ci siete riusciti?

Se la risposta è no, tranquilli, sono poche le persone che ci riescono. Ma perché è così complesso?

La maggior parte delle persone nei vari tentativi si muove entro un’area di possibilità che ha dei confini precisi. D’istinto siamo portati a considerare proibito e assurdo uscire dal quadrato. Ma nella consegna non ho mai detto: “Non uscite dal quadrato”. Questa regola l’avete data per scontata perché implicita nel vostro inconscio. Chi ha risolto il problema ha cambiato le premesse mettendo in discussione qualcosa di cui non era consapevole. Il cambiamento è avvenuto grazie al cambiamento interno delle premesse implicite. Questo vale per qualsiasi processo di apprendimento dell’essere umano. Marianella Sclavi sostiene che “possiamo acquisire nuove conoscenze, imparare “nuove cose”, avere più punti di vista dentro un più generale modo di inquadrare le cose o possiamo cambiare quel modo di inquadrarle”. Il primo processo è un’ottima risorsa ogni volta in cui non dobbiamo mettere in discussione le premesse implicite ma in tutti i casi in cui di fronte ad un problema ci sentiamo in un circolo chiuso, tentando e tentando senza trovare una soluzione dovremmo pensare a cambiare le premesse. Imparare ad osservare ed ascoltare le proprie emozioni “incongruenti” può essere il primo passo per ridefinire i confini impliciti di cui siamo parte.

Riferimenti bibliografici:

De Bono, E. (1967). Il pensiero laterale. Milano: BUR

Sclavi, M. (2003). Arte di ascoltare e mondi possibili. Milano: Bruno Mondadori

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